Isabella Biagini: “L’incendio è scoppiato per via di una stufetta, non l’ho appiccato io” - CameraVip

Isabella Biagini: “L’incendio è scoppiato per via di una stufetta, non l’ho appiccato io”

Intorno alle 12:30 di mercoledì 14 dicembre, si è sviluppato un incendio nell’appartamento di Isabella Biagini, al civico 525 di via Nomentana a Montesacro. Nel corso della puntata di Pomeriggio5 trasmessa questo pomeriggio, Barbara D’Urso ha dato ampio spazio alla vicenda, dicendosi molto preoccupata per l’attrice.

Isabella Biagini era stata ospite di Domenica Live solo tre giorni fa e aveva ribadito di vivere in condizioni precarie, in quella casa da cui sarebbe stata sfrattata domani, 15 dicembre. Barbara D’Urso, però, le aveva annunciato che ci sarebbe stata una proroga fino al 10 gennaio. Cosa che ha sottolineato questo pomeriggio in diretta:

“Un po’ grazie a noi, lo sfratto era stato prorogato fino a gennaio. Non riusciamo a rintracciare Isabella Biagini, ha il cellulare staccato e non ha parenti. Anche il suo cane è sparito. Dovrebbe essere stata ricoverata in ospedale, in codice rosso”.

L’inviata, poi, ha confermato: “Isabella Biagini si trova al Policlinico Umberto I di Roma. Si trova ancora in pronto soccorso dove stanno eseguendo degli accertamenti. Stanno facendo degli esami per capire quali siano le sue condizioni”.

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Isabella Biagini è intervenuta telefonicamente. Ecco quanto ha dichiarato l’attrice: “Come sto? Infiammata, sono all’ospedale. Queste sono tutte le ripercussioni del mio fratellastro. Io non faccio male a nessuno ma non si può far stare una donna così sulla corda. Ora sono in codice giallo”. Quindi ha raccontato l’accaduto:

“Stamattina sono andata a fare la spesa, poi sono tornata a casa e volevo fare i piatti. Mi stavo preparando e ho sentito un botto. Vedo tutto fumo nero, ho pensato subito al cane. Ho visto quel macello, ho preso il cane e sono scappata. Il cane l’ha preso la ragazza del quinto piano ora, perché non può stare in ospedale. Io presumo che la situazione sia partita da una mia negligenza. Non ho appurato perché sono scappata subito ma avevo una stufetta di quelle dei cinesi, perché la uso per scaldare una coperta da mettere sulle gambe…già prendo la polmonite. Un condomino ti ha detto che ho i termosifoni? Non è vero. Io dico sempre la verità, mi devi credere. Mi vergognerei di mentire, lo giuro sulla bambina mia. Io sono una persona pulita e perbene ma sto pagando. Lo sfratto non è domani come dicono ma il 10 gennaio”.

Infine ha concluso: “Se sono stata io ad appiccare l’incendio? A parte il fatto che dovrà andare la polizia a verificare e poi questi sfregi a chi dovrei farli? A chi mi ha tenuto 4 anni lì dentro senza farmi pagare? Quando è scoppiato l’incendio stavo ancora in giro per la casa a cercare i soldini, altre cose e poi mi hanno portato via. Mio fratello Davide con l’ictus e l’infarto è venuto a trovarmi, mentre dovrebbe stare a riposo perché rischia la morte”.

L’inviata di ‘Pomeriggio 5′, ha intervistato Vincenzo, il barista che ha dato l’allarme alla vista dell’incendio che divampava dall’appartamento della Biagini:

“Isabella Biagini è scesa scalza, però non mi sembrava da codice rosso. Lei ha bisogno di affetto e protezione, non di pubblicità. La pubblicità le fa male. Quando ho visto il fumo ho chiamato i pompieri. A mia moglie ha detto che era caduta una coperta sulla stufa ed è andata a fuoco. Isabella è una persona carissima e gioiosa, ma ha bisogno che qualcuno le stia vicino. Non deve vivere sola. Non so cosa sia successo stamattina, ma se non fosse stata lasciata da sola di sicuro non sarebbe accaduto. Non andava lasciata da sola”.

Andrea, il figlio della dirimpettaia, ha dichiarato: “Mia madre mi ha chiamato spaventata per dirmi che stava andando a fuoco la casa di Isabella. Io sono corso e ho incontrato Isabella sulle scale che mi ha detto che è stata colpa della stufetta ma io non l’ho considerata perché pensavo a mia madre. Sono andato da mia madre che è invalida e l’ho messa in sicurezza. Mia madre diceva che Isabella è sempre stata molto triste e depressa dopo la morte della figlia. Parlava di lei come se fosse ancora viva. Però non accetto una cosa del genere perché voleva fare delle vittime, tra cui mia madre. Io non metto in dubbio che possa non averlo fatto apposta, ma i termosifoni funzionano, perché usare una stufetta? Ma perché nessuno l’aiuta? In quella casa non si può entrare, è pieno di escrementi del cane. Era depressa, non aveva voglia di ricominciare”.

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