Pagamento stipendi entro il 12 gennaio: ecco perché è un “obbligo” - CameraVip

Pagamento stipendi entro il 12 gennaio: ecco perché è un “obbligo”

Il pagamento degli stipendi entro il 12 gennaio è quasi un obbligo in capo alle aziende. Il pagamento degli stipendi di dicembre oltre il 12 gennaio porta infatti a delle conseguenze negative sia per l’azienda che per il lavoratore: nel testo unico delle imposte sui redditi, il cosiddetto TUIR, c’è una norma chiamata il “principio di cassa allargato” che rende conveniente dal punto di vista fiscale, per le aziende e di riflesso per i lavoratori, pagare gli stipendi ed i compensi di dicembre ai dipendenti e collaboratori entro il 12 gennaio dell’anno successivo. Solo in questo modo infatti è possibile considerare di competenza dell’anno appena concluso il pagamento delle retribuzioni relativo alla mensilità di dicembre.

Le conseguenze del pagamento oltre il 12 gennaio riguardano anche i lavoratori come contribuenti nei confronti del Fisco: molti datori di lavoro infatti effettuano nelle buste paga di dicembre le operazioni di conguaglio fiscale di fine anno applicando la tassazione annuale ai redditi dei propri dipendenti. Ma se il pagamento dello stipendio di dicembre avviene dopo il 12 gennaio 2016, è proprio dal punto di vista fiscale che potrebbero esserci dei problemi, visto che la tassazione applicata in busta paga di dicembre e nel conguaglio fiscale di fine anno, a quel punto, diventerebbe sbagliata.

Il principio di cassa allargato è chiaro: gli stipendi di dicembre 2016 possono essere considerati di competenza fiscale dell’anno 2016, solo se vengono pagati entro il 12 gennaio 2017. In caso contrario, se il pagamento degli stipendi avviene oltre il 12 gennaio, le retribuzioni stesse confluiscono nella competenza dell’anno d’imposta 2017.

Il principio di cassa allargato è contenuto nell’art. 51 del TUIR, che appunto definisce la “Determinazione del reddito di lavoro dipendente”. Il comma 1: “Il reddito di lavoro dipendente è costituito da tutte le somme e i valori in genere, a qualunque titolo percepiti nel periodo d’imposta, anche sotto forma di erogazioni liberali, in relazione al rapporto di lavoro. Si considerano percepiti nel periodo d’imposta anche le somme e i valori in genere, corrisposti dai datori di lavoro entro il giorno 12 del mese di gennaio del periodo d’imposta successivo a quello cui si riferiscono”.

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Quindi, lo ribadiamo, entro il 12 gennaio 2017 devono essere pagati gli stipendi del mese di dicembre 2016, al fine di considerarli erogati, e quindi percepiti fiscalmente dal lavoratore nell’anno di competenza 2016, secondo il cosiddetto principio di cassa allargato.

Se le retribuzioni sono pagate entro il 12 gennaio 2017, sono considerati come percepiti nell’anno d’imposta 2016, e tassate anche in tale anno (anche se percepite nell’anno successivo 2017), quindi il datore di lavoro potrà inserire lo stipendio di dicembre nella Certificazione Unica 2017 (ex modello CUD), relativa ai redditi percepiti dal lavoratore nell’anno d’imposta 2016. Ovviamente tale principio di cassa allargato riguarda prestazioni di lavoro che effettivamente svolte nell’anno 2016, quale è ad esempio lo stipendio di dicembre 2016.

Qualora il pagamento delle retribuzioni (quali ad esempio lo stipendio di dicembre e la tredicesima) avvengano in una data successiva al 12 gennaio, le retribuzioni stesse dovranno essere considerate come percepite nell’anno del pagamento, quindi nel caso in esempio nel 2017, con la logica conseguenza che concorrono a formare il reddito da lavoro dipendente o assimilato del lavoratore per l’anno 2017, pur se la retribuzione si riferisce allo stipendio di dicembre 2016. Quindi in questo caso, lo stipendio di dicembre 2016, pagato dopo il 12 gennaio 2017, va considerato reddito da lavoro dipendente dell’anno 2017 e dovrà essere inserito nel modello di Certificazione Unica 2018, relativa appunto ai redditi percepiti nel 2017. E soprattutto viene considerato, ai fini del calcolo delle “tasse” (Irpef e addizionali), come un ulteriore reddito dell’anno 2017.

Il relativo costo del lavoro, delle retribuzioni, quando il pagamento degli emolumenti avviene dopo il 12 gennaio, dovrà restare imputato a bilancio ma non potrà essere dedotto dalla base imponibile, con conseguente incremento del carico fiscale del periodo e peggioramento del risultato di esercizio. Per quanto riguarda la deducibilità del costo relativo alle retribuzioni in capo al datore di lavoro, infatti, il criterio applicato è sempre quello della competenza.

Il pagamento deve essere completato entro il 12 gennaio 2017. Ma cosa significa che gli emolumenti devono essere “corrisposti entro il 12 gennaio?”. A tal fine, va precisato che entro il 12 gennaio 2017 deve essere materialmente pervenuto il pagamento al lavoratore o al collaboratore e non semplicemente deve essere disposto il pagamento entro tale data. Quindi il momento del pagamento è la data in cui viene effettuato l’addebito in conto corrente della società e quindi l’accredito in conto corrente del dipendente o collaboratore o amministrazione. Una circolare dell’Agenzia delle Entrate ha infatti chiarito che il momento del pagamento è quello in cui “il provento esce dalla sfera di disponibilità dell’erogante per entrare nel compendio patrimoniale del percettore”.

A questo punto si pone il problema di individuare tale data nei vari sistemi di pagamento:

  • Se il pagamento è effettuato in contanti, va consdierato il giorno della consegna materiale del denaro contante (ricordiamo che c’è il limite di 1.000 euro per l’uso del contante fino al 31 dicembre 2015, limite elevato a 3.000 euro dal 2016 dalla Legge di Stabilità 2016);
  • Se il pagamento è effettuato con assegno bancario o circolare, vale il giorno di consegna dell’assegno al beneficiario, quindi quando viene ricevuto (consigliabile farsi rilasciare dal lavoratore una ricevuta di consegna dell’assegno);
  • Se il pagamento è effettuato con bonifico bancario, vale il giorno di effettuazione della operazione, a seguito dell’ordine trasmesso alla banca. Quindi come detto è necessario che la somma entri nella disponibilità del lavoratore entro il 12 gennaio, quindi che risulti accreditato il bonifico sul conto corrente del lavoratore o del collaboratore entro il 12 gennaio).

Compenso ai collaboratori o amministratori. La regola del principio di cassa allargato di cui all’art. 51 del TUIR si applica non solo per le retribuzioni e stipendi dei lavoratori dipendenti, ma anche per i compensi ai collaboratori o agli amministratori di società, che sono considerati infatti assimilati ai redditi da lavoro dipendente. Quindi anche i compensi erogati ai collaboratori titolari di un contratto a progetto (cocopro) o di collaborazione coordinata e continuativa (cococo) devono essere pagati entro il 12 gennaio 2017, per consentire agli emolumenti stessi di essere considerati fiscalmente di competenza dell’anno precedente.

I compensi erogati agli amministratori ad esempio, secondo la circolare n. 57/E del 2001 dell’Agenzia delle Entrate, sono deducibili per la società che li eroga nell’anno, anche se pagati entro il 12 gennaio dell’anno successivo. Quindi se il compenso deliberato in assemblea per l’anno 2016 viene erogato entro il 12 gennaio 2017, allora potrà essere imputato a conto economico dell’anno 2016.

Compensi ai professionisti. In questo caso il principio che va applicato è quello del principio di cassa stretto, ossia vengono considerati di competenza dell’anno, solo i compensi pagati entro il 31 dicembre dell’anno. Quindi ad esempio un compenso ad un professionista, anche un compenso per un amministratore fatturato da quest’ultimo, va considerato di competenza dell’anno 2016 solo se viene pagato materialmente entro la data del 31 dicembre 2016.

Pagamento stipendi dopo il 12 gennaio: le conseguenze
Stipendi pagati dopo il 12 gennaio: il problema della tassazione e del conguaglio fiscale di fine anno. La vera conseguenza negativa del pagamento degli stipendi dopo il 12 gennaio, con la conseguenza che il pagamento va oltre il principio di cassa allargato comportando che gli stipendi stessi siano considerati, pur se riferibili al mese di dicembre, fiscalmente di competenza dell’anno successivo, è il riflesso sulla tassazione applicata in busta paga ai lavoratori.

Lo stipendio di dicembre erogato dopo il 12 gennaio 2017 infatti va considerato nel reddito da lavoro dipendente del lavoratore dell’anno 2017 e non più nell’anno 2016. Quindi le conseguenze riguardano anche la tassazione applicata al lavoratore nell’anno 2016, ivi compreso il conguaglio fiscale di fine anno generalmente prodotto nella busta paga di dicembre e che, nella prassi, viene sempre calcolato tenendo conto anche delle retribuzioni del mese di dicembre.

Al fine di evitare difficoltà di natura contabile e fiscale, è importante che gli emolumenti del mese di dicembre 2016 ed in generale tutti gli emolumenti riferibili all’anno di competenza 2016, siano pagati entro il 12 gennaio 2017, in modo da non creare problematiche di natura fiscale riguardanti la tassazione applicata nelle buste paga o nei compensi erogati.

Ovviamente, se l’azienda opta per il pagamento degli stipendi di dicembre dopo il 12 gennaio dell’anno successivo, nel calcolare le retribuzioni di competenza dell’anno d’imposta e la tassazione al lavoratore in sede di conguaglio fiscale, dovrà tener conto di tutti gli emolumenti pagati entro il 12 gennaio 2017, riferibili all’anno d’imposta 2016. Nel caso in questione quindi dovrà escludere gli stipendi di dicembre dal reddito imponibile fiscale del lavoratore nonché dal conguaglio fiscale di fine anno. Lo stesso stipendio di dicembre erogato dopo il 12 gennaio, dovrà essere considerato nel reddito da lavoro dipendente del nuovo anno e quindi sarà oggetto nel dicembre successivo del conguaglio fiscale del nuovo anno.

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