Prima di Maria De Filippi a Sanremo: tutte le conduttrici del Festival - CameraVip

Prima di Maria De Filippi a Sanremo: tutte le conduttrici del Festival

L’arrivo di Maria De Filippi sul palco dell’Ariston per la conduzione del Festival di Sanremo 2017 al fianco di Carlo Conti, apre un capitolo rispolverato ogni qual volta la kermesse capiti nelle mani di una conduttrice donna. Sì, c’è poco da fare, le quote rosa fanno ancora notizia, soprattutto se si considera che su 66 edizioni, quelle affidate ad una conduzione maschile (solo coadiuvata dalla presenza delle cosiddette vallette) sono state 54. Sono 5 le conduzioni femminili piene, 3 le co-conduzioni nelle quali il ruolo femminile andava oltre quello della semplice valletta e restanti edizioni con un cast di conduzione corale in cui non c’ un personaggio prevalente rispetto agli altri.

Quelle identificate con le vallette ci perdoneranno la differenziazione, che tuttavia è importante anche a tracciare uno storico della kermesse musicale e televisiva più famosa d’Italia. Gli ascolti, ad esempio, metro di giudizio dal 1987, che in effetti dimostra come le donne non siano riuscite sempre ad attrarre il pubblico: insomma, la questione quote rosa non ha sempre funzionato. Ecco, in rassegna, le donne del Festival di Sanremo.

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La prima, vera conduzione al femminile del festivàl è ancora in bianco e nero. Sul palco, in coppia, ci sono Lilli Lembo e Giuliana Calandra (sostituita da Alberto Lionello solo nella serata finale). Siamo ancora al Casinò di Sanremo, dove andranno in scena tutte le edizioni di Sanremo dai primordi fino al 1977. A conquistare la vittoria finale Betty Curtis e Luciano Tajoli con la canzone “Al di là”.

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Maria Giovanna Elmi, al suo fianco anche Grillo

Edizione 1978: al timone di questo Sanremo c’è il volto femminile di , che l’anno prima aveva affiancato Mike Bongiorno alla conduzione. Al suo fianco nomi noti, per diverse ragioni: da Stefania Casini a Beppe Grillo, la cui storia in Rai avrà esiti ben noti, a Vittorio Salvetti, direttore artistico per diversi anni che poi darà vita al Festivalbar, rassegna altrettanto nota dedicata alla musica pop. A vincere nel ’78 sono i Matia Bazar con “… e dirsi ciao”.

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Loretta Goggi nel 1986

Negli anni Ottanta Loretta Goggi è stato uno dei volti di punta della tv del servizio pubblico, imponendosi come mattatrice e grande imitatrice. Quello del 1986 è l’ultimo Sanremo senza dati d’ascolto, al fianco della Goggi ci sono Anna Pettinelli (a Sanremo anche tre anni prima), Sergio Mancinelli e Mauro Micheloni e il festival, quell’anno, lo vince un giovanissimo Eros Ramazzotti con “Terra Promessa”.

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Lorella Cuccarini con Pippo Baudo nel 1993

Il 1993 è l’anno d’oro di Lorella Cuccarini, alla guida di una fortunatissima Buona Domenica. La sua scelta da parte di Pippo Baudo crea una specie di incidente istituzionale con Alba Parietti, l’anno prtecedente conduttrice con Pippo Baudo e nel ’93 “declassata” a conduttrice del Dopofestival. Tra le due c’era, al tempo, grande rivalità e la Parietti non prese benissimo la scelta del conduttore, con conseguenti scaramucca a mezzo stampa ed un dualismo logicamente alimentato dalla stampa. L’edizione, vinta da Enrico Ruggeri con “Mistero”, ottiene ascolti molto alti, per quanto inferiori all’edizione precedente, il che col senno di poi fa tornare il sorriso ad Alba Parietti.

Raffaella Carrà con Megane Gale, Papi e Ceccherini nel 2001

in foto: Raffaella Carrà ed Elisa ballano insieme sul palco dell’Ariston
Il salto successivo è direttamente il 2001, quando all’Ariston c’è Raffaella Carrà. La fine del primo ciclo di Fazio porta la Rai a puntare su un volto storico che in quegli anni aveva ritrovato splendore grazie a “Carramba”, per tornare ad una modalità di kermesse dai caratteri nazional-popolari (l’anno prima vincono gli Avion Travel, che al netto della bellissima “Sentimento”, non sono esattamente l’esemplificazione del concetto). L’operazione, tuttavia, non si ricorda per una riuscita memorabile, né per la godibilità del festival in sé, né tantomeno per i risultati in termini di share. La “Luce” di questa edizione, in tutti i sensi, è la vittoria finale di una giovanissima e talentuosa cantante friulana, che canta scalza sul palco.

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Simona Ventura e il suo Sanremo “anomalo” nel 2004

in foto: Celentano, chiamato nell’ultima serata a “salvare” gli ascolti di Sanremo
Nel 2004 Simona Ventura arriva al festival di Sanremo nel suo momento apicale di carriera. Con la conduzione di Quelli che il calcio e L’Isola dei Famosi è diventata il volto della Rai (è di quegli anni un significativo spot del canone Rai in cui va a casa degli abbonati a prendere un caffè) e porta all’Ariston la sua squadra consolidata, con Gene Gnocchi e Maurizio Crozza. I risultati, tuttavia, non sono quelli sperati: la direzione artistica di Tony Renis scardina di fatto l’abituale dinamica della competizione, contemplando un’unica categoria nella quale competono volti noti e meno noti del contesto musicale italiano.Vince meritatamente Marco Masini, ma gli ascolti non ripagano la conduttrice (nonostante la presenza di Celentano nella serata finale). Nell’immaginario collettivo quel Sanremo resta l’occasione sprecata della carriera di Simona Ventura, non confermata per l’anno successivo e sostituita da Paolo Bonolis.

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Michelle Hunziker al fianco di Pippo Baudo nel 2007

in foto: Michelle Hunziker cade sul palco dell’Ariston, Baudo in soccorso
Il 2007 è l’anno dell’ennesimo ritorno di Baudo, che inaugura un altro biennio, il suo ultimo al festival (per ora…). Al suo fianco Michelle Hunziker, reduce dalle fortuna di Zelig e Striscia La Notizia, in un momento di carriera a dir poco esplosivo. Quella del 2007 è una bella edizione di Sanremo, in linea con la tradizione, segnata dalla vittoria della toccante “Ti regalerò una rosa” di Simone Cristicchi. Gli ascolti danno ragione a Pippo e alla scelta di Michelle, con un passo in avanti netto rispetto all’edizione precedente condotta da Giorgio Panariello.

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Antonella Clerici ribalta i pronostici nel 2010

Il 2010 è l’anno della regina dei fornelli alla guida del Festival. Succede al secondo Bonolis, che aveva affiancato come co-conduttrice nel 2005, forte di uno zoccolo duro di pubblico conquistato con la fatica quotidiana de la Prova del Cuoco e gli exploit del sabato sera. Quello di Antonella Clerici è in un certo senso l’anticamera del festival formato Conti, quello che abbandona progressivamente le caratteristiche del grande evento e si avvicina ad un’estensione del quotidiano. Un volto presente in tv tutti i giorni che amplia alla fascia serale la sua compagnia. E l’esperimento, come confermato proprio dall’esperienza del conduttore dell’Eredità e Tale e Quale negli ultimi due anni. La Clerici, pur partendo con pronostici sfavorevoli e il confronto difficile col suo predecessore, supera Bonolis ed è regina degli ascolti. Il suo è uno dei Festival più visti dell’era recente, segnato anche da un podio molto discusso: Valerio Scanu vince precedendo l’insolito trio composto da Emanuele Filiberto, Pupo e Luca Canonici, terzo Mengoni. Il pubblicò fischia contro il meccanismo di selezione del vincitore, e gli orchestrali, che avevano anche svolto il ruolo di giuria, all’annuncio della non ammissione alla finalissima delle canzoni interpretate da Malika Ayane, Simone Cristicchi e Noemi accartocciano e gettano per aria gli spartiti, in segno di disaccordo, e tramite il maestro Marco Sabiu chiedono di rendere pubblico il proprio voto, nonostante non sia contemplato dal regolamento.

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Maria De Filippi con Carlo Conti, rivoluzione a Sanremo

Non ha ruoli nella direzione artistica, non ha scelto le canzoni e si limiterà ad essere al fianco di quello che ritiene un conduttore a lei affine. Maria De Filippi si presenta così alla conferenza stampa di Sanremo 2017. Ovvio che questo si preannuncia una specie di annozero per questa rassegna musicale, visto che getta le basi per un asse musicale Rai-Mediaset che pareva esistere già da tempo in modo silente, anticipando la nascita di altri eventi, proprio sulle reti berlusconiane. Inoltre, sancisce la definitiva benedizione di maria De Filippi come regina della tv nostrana, al netto delle critiche alle quali i suoi programmi sono sottoposti da anni.Il presagio è quello di un Sanremo a reti unificate, con ascolti che non potranno non far gongolare Rai1.

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