Loading...
IL GABIBBO PERDE LA SUA ANIMA: ADDIO A GERO CALDARELLI. IL SALUTO DI CONDUTTORI E VELINE - CameraVip

IL GABIBBO PERDE LA SUA ANIMA: ADDIO A GERO CALDARELLI. IL SALUTO DI CONDUTTORI E VELINE

gabibbo

Loading...

È morto Giorgio “Gero” Caldarelli, il mimo che dal 1990 animava il Gabibbo. Il 24 agosto avrebbe compiuto 75 anni. Ne dà notizia un comunicato di Striscia la notizia. Antonio Ricci commenta così la sua scomparsa: “Gero è riuscito a dare a un pupazzo, che nasceva arrogante, grazia e poesia”.

Si era formato alla scuola di mimo del Piccolo Teatro. Dopo le esperienze negli anni ’70 con Maurizio Nichetti e i primi personaggi in Drive In nel decennio successivo, nel 1990 era entrato, letteralmente, nei panni del rosso pupazzone simbolo di Striscia la notizia, senza più uscirne.

Gero era inoltre autore di quadri in gommapiuma e smalti ad acqua. Scomparso per un male incurabile, ultimamente si era parzialmente alternato con il suo allievo Rocco Gaudimonte.

Il ricordo social di Ezio Greggio:

Ciao Gero. Che bella persona eri. Ti conoscevo dai tempi di “Quelli di Grock”. Mi restano nella memoria una marea di aneddoti, battute, serate insieme . Ho davanti agli occhi il tuo stile inconfondibile dentro e fuori il guscio del Gabibbo. Fuori un omino minuto, spaurito. Dentro un omone, eri un grande. Il pupazzo rosso portato in vita da un bravo artista dell’espressione gestuale come te. Ma non eri solo un mimo: nelle tue movenze c’era oltre all’arte antica del gesto senza parola, anche la poesia del movimento e l’invenzione comunicativa. Tu dentro a quella seconda pelle, a quella stoffa rossa, eri il cuore e i muscoli del Gabibbo. Perfino quel faccione del pupazzone che apparentemente aveva una sola espressione, con i tuoi movimenti cambiava. Sorrideva, diventava dubbioso, si infervorava. Ti ricorderò sempre con quegli occhietti vispi, la camminata da film muto, la voce uscita da un cartoon. Vivevi in un’altra dimensione. Eri come un personaggio uscito da una fiaba di Walt Disney mentre camminavi nei corridoi di Striscia, con quel saccone sulle spalle grande almeno due volte te che dentro celava la tuta-Gabibbo. A Natale mi mancherà il tuo regalo, quei pupazzetti e quei quadretti che realizzavi con spugna colorata che rappresentavano la tua semplicità, la tua sensibilità, l’essere un eterno bambino. Addio Gero 

Potrebbero interessarti anche...