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Il giudice dà ragione a Carmen Lasorella: la Rai deve farla lavorare - CameraVip

Il giudice dà ragione a Carmen Lasorella: la Rai deve farla lavorare

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È raggiante Carmen Lasorella. “Un giudice – racconta al Corriere la giornalista – mi ha restituito fiducia e finalmente serenità.

C’è una sentenza che addebita alla Rai la mia dequalificazione professionale e la condanna a restituirmi un ruolo consono al mio profilo professionale, nonché a risarcirmi dei danni per l’emarginazione subita”. Ma andiamo per gradi. Cosa era successo a uno dei volti più famosi della tv di Stato?

“Sono stata costretta a difendermi – racconta Lasorella -. Ho tentato in ogni modo di trovare una soluzione condivisa, ma passava il tempo e continuavo a rimanere senza alcun incarico. Si può andare ogni giorno al lavoro per non lavorare? Di questi tempi è difficile ottenerlo, un lavoro, è difficile conservarlo, ma se ce l’hai diventa perfino difficile esercitarlo. Ho dedicato 30 anni alla mia azienda. Forse troppi? Dovevo essere rottamata? Mi sembra che non abbia portato bene questa filosofia al Paese. Si butta via quello che non serve più, non l’esperienza, il sapere, la passione, la giovinezza delle nuove sfide e per me è stata una grossa sfida il digitale, che ho introdotto con determinazione già quasi 10 anni fa, quando avevo diretto la piccola televisione di San Marino, partecipata al 50% dalla Rai, di cui sono stata dg e direttore editoriale”.

Tornata a Roma è rimata ferma, senza fare nulla per alcuni mesi. Poi il cda di Viale Mazzini l’ha nominata presidente di RaiNet. Avrebbe dovuto occuparsi di un settore molto delicato, quello del web. Ma nel 2014 RaiNet è stata chiusa e la Lasorella è finita in un’area tecnica. “Unica giornalista tra gli ingegneri”. Dopo aver smaltito 500 giorni di ferie arretrate, è rientrata a lavoro ma la situazione si è fatta sempre più dificile per lei. Ed ha iniziato a chiedersi: “Che ho fatto? Ho rubato? Ho commesso degli errori? Rubato no, ma errori probabilmente si, almeno considerando che sono scarsa nelle ‘feconde interlocuzioni’, come mi è stato scritto in una mail da un direttore del personale… La qualità del lavoro in Italia non basta”.

“Non avrei mai pensato – prosegue – che avrei dovuto seguire la strada giudiziaria per ottenere un titolo che mi ridesse un impiego. Ne sono contenta, ma anche amareggiata”. Come andrà a finire? “Ho ricevuto una convocazione da parte dell’ufficio del personale per la prossima settimana. Vedremo cosa mi proporranno: confido che si vada oltre le parole…”

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